Camini: che cosa sapere sulla canna fumaria

La prima cosa da fare, se si vuole installare un camino a pellet o a legna, è verificare se esistono già delle canne fumarie nell’edificio che possono essere utilizzate o se va installata una nuova canna fumaria. Ecco che cosa bisogna sapere in proposito.

Volete un camino? Dovete prima di tutto verificare se esistono già canne fumarie nell’edificio che possono essere utilizzate; ricordate però che ogni generatore di calore deve smaltire i fumi attraverso il proprio impianto. Se bisogna ricorrere a una nuova canna fumaria, il regolamento condominiale deve permettere di forare parti comuni dell’edificio (pareti, solaio) per raggiungere il colmo del tetto.

L’installazione di una canna fumaria riveste estrema importanza per il funzionamento e la sicurezza del camino in quanto ha il compito di smaltire all’esterno i fumi generati dalla combustione. La costruzione ex novo può avvenire anche in condominio a patto di rispettare alcuni vincoli: è importante rispettare le distanze minime rispetto ai vicini, non arrecare danno di alcun genere alle altrui proprietà, non alterare l’aspetto architettonico dell’immobile (in caso di installazione in facciata) e accollarsi in toto le spese per la costruzione e la manutenzione periodica.

Se, al contrario, la realizzazione riguarda un’abitazione indipendente vi sarà maggiore libertà nel decidere il posizionamento del condotto ma le regole base cui attenersi per la costruzione, nell’uno e nell’altro caso, sono identiche. Per consentire il corretto tiraggio, l’altezza e la sezione devono essere dimensionate in base alla potenza del camino; l’andamento deve essere più possibile verticale, senza cambi improvvisi di direzione e con inclinazioni ridotte al minimo (massimo 45 gradi).

Altro fattore da non sottovalutare riguarda il materiale di costruzione, in genere conglomerato cementizio, acciaio inox o ghisa, che deve resistere a temperature altissime (fino a 400 gradi, nel caso della  combustione della legna) e agli sbalzi termici. Se la canna è addossata a un muro perimetrale, condizione sconsigliabile ma in alcuni casi necessaria, il condotto va adeguatamente coibentato, in modo da proteggerlo dal freddo e dalle dispersioni termiche. L’installazione va affidata a un tecnico riconosciuto in grado di rilasciare il certificato di conformità alla normativa Uni 10683.

Climatizzatori controllabili a distanza

I climatizzatori controllabili a distanza permettono di programmare l’accensione anche da fuori casa per ritrovare al rientro la giusta temperatura.

I condizionatori gestibili anche a distanza sono la soluzione perfetta per chi vuole trovare la casa alla temperatura desiderata al proprio rientro. Perfetti per chi non ha orari prefissati e per chi ama cambiare programma, questi climatizzatori funzionano con sistema wi-fi, che consente di trasformare i propri dispositivi mobili (smarthphone e tablet) che funzionino con sistema operativo Android in un vero e proprio telecomando per accendere o spegnere l’apparecchio ovunque ci si trovi; da casa invece permette anche di impostare temperatura e modalità di funzionamento.

Necessitano di installazione da parte di tecnici specializzati e richiedono che l’abitazione sia cablata o vi sia un router (apparecchio che consente la connessione tra più reti) per il collegamento Internet. Oltre a raffrescare l’aria, la rendono anche più pulita: molti apparecchi sono dotati di filtri in grado di trattenere polvere e particelle microscopiche, e di sistemi che eseguono una purificazione attiva grazie alla produzione di atomi di idrogeno attivo e ioni di ossigeno che contrastano efficacemente virus, batteri e allergeni.

I climatizzatori della serie Y di Samsung funzionano con tecnologia Smart Wi-Fi, che consente la gestione da remoto tramite smartphone e tablet. Sono dotati di funzione che consente il controllo automatico della velocità e della temperatura, hanno sistema di distribuzione dell’aria capace di garantire un flusso con un raggio fino a 13 metri e di dispositivo che purifica l’aria grazie alla produzione di atomi di idrogeno attivo e ioni di ossigeno.

Pannelli radianti

Pannelli radianti: alto rendimento, bassi consumi

 I pannelli radianti per il riscaldamento invernale consentono un considerevole risparmio energetico e riducono le dispersioni termiche. 

I pannelli radianti fanno risparmiare energia: hanno infatti il vantaggio di funzionare con acqua a temperature molto più basse: solo 30-35 °C, contro i 60-70 °C  e oltre degli impianti tradizionali con i radiatori. Questi tipi di impianti possono essere utilizzati anche per la climatizzazione estiva: in questo caso nelle condutture circola acqua fredda. La distribuzione del calore (o del freddo) è omogenea e il microclima interno risulta quindi particolarmente confortevole.

 Come funziona

L’acqua, riscaldata dalla caldaia, circola in un sistema chiuso formato da sottili tubi, in rame o in materiale plastico. Premontati su pannelli, sono installati capillarmente sotto il pavimento dei diversi ambienti da riscaldare o raffrescare. Anche questo tipo di impianto, come quelli tradizionali, può essere gestito da sistemi elettronici di termoregolazione che consentono di ottimizzare i consumi e di adeguare il clima interno alle condizioni esterne e alle eventuali variazioni. Quando l’impianto viene utilizzato per la climatizzazione estiva, l’acqua viene invece raffreddata da un’unità refrigerante, in genere installata in un locale tecnico all’interno dell’abitazione.

 Come viene realizzato

Le tubazioni di andata e ritorno dell’acqua riscaldata ( o raffreddata), che hanno diametro di circa 2 cm, vengono posate , a spirale, sopra il massetto degli impianti elettrico e idraulico dopo aver interposto su un supporto di polistirene che funge anche da isolante; successivamente vengono ricoperti da un ulteriore strato cementizio. Sopra questo viene poi posato direttamente il rivestimento scelto. Il supporto di polistirene serve anche da isolante acustico. Lo spessore complessivo dell’impianto è variabile, ma in genere l’altezza del pavimento aumenta complessivamente di circa 4,5 cm. In alternativa all’installazione a pavimento, i pannelli radianti possono essere posati anche a parete o a soffitto. I pannelli posati a terra sono però quelli che permettono di sfruttare al meglio le potenzialità del sistema a basse temperature. Permette infatti di evitare le dispersioni verso l’alto, dove il calore (o il fresco) non servono.

 Tempi e costi

L’installazione dei pannelli radianti è un intervento abbastanza complesso, consigliabile in fase di ristrutturazione o di nuova costruzione. È adatto sia in una casa unifamiliare sia un condominio; in questo secondo caso non ci sono problemi se ogni unità immobiliare è dotata di caldaia per il riscaldamento autonomo; ma la soluzione è fattibile anche nel caso di impianto centralizzato, previa una serie di valutazioni preventive.

Per la realizzazione dell’impianto in un’abitazione di medie dimensioni sono richiesti circa 15 giorni di lavoro, compresa la posa del rivestimento superficiale. Costi, tempo impiegato e difficoltà sono comunque superiori rispetto a quelli necessari per realizzare un impianto tradizionale a radiatori; sono però compensati dai minori costi di esercizio che permettono in ammortizzare in tempi brevi la spesa iniziale. Esistono anche soluzioni con sistemi a pannelli radianti che possono essere installati sul pavimento esistente e coperti poi con una nuova finitura. In questo caso il lavoro diventa molto più rapido e semplice e i tempi si riducono, ma occorre verificare preventivamente la fattibilità tecnica di questo tipo di intervento.

 La diffusione del calore

A differenza che in un impianto di riscaldamento o di climatizzazione tradizionale, in quello a pannelli radianti non ci sono differenze di temperatura tra le diverse zone di una stanza; l’aria, calda o fredda, salendo dal basso verso l’alto si distribuisce in modo uniforme in tutto il volume dell’ambiente, senza sbalzi termici. Il risultato è quello di avere la stessa sensazione di benessere di una temperatura dell’aria a 22-23 °C anche se in realtà ci sono 2 °C in meno effettivi. Per ogni grado in meno di temperatura si registra una riduzione del 7-8% del consumo di energia. L’assenza di moti convettivi d’aria, riduce inoltre il movimento delle polveri e delle altre impurità presenti negli ambienti: l’aria è quindi più salubre e pareti e tendaggi si sporcano meno. Lo stesso impianto a pannelli radianti, inoltre, permette di migliorare la coibentazione termica, facendo di conseguenza diminuire il fabbisogno energetico.

Le finiture del pavimento

Un altro vantaggio del riscaldamento a pannelli radianti è quello di essere completamente invisibile. Una volta installate le condutture, il pavimento può essere rifinito con qualsiasi tipo di rivestimento senza rischio che venga danneggiato dal calore: parquet, piastrelle, gres, cotto, marmo eccetera. Nel caso del parquet è in genere consigliabile il prefinito in quanto più stabile.